‘Firenze per Mario Luzi’, VI edizione 2017. Ecco il nuovo bando!

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7 novembre 2016. Ecco il nuovo bando del “Premio Firenze per Mario Luzi” promosso dall’Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze e dal quotidiano “La Nazione”.

Il premio, giunto con il 2017 alla sua sesta edizione, è rivolto a tutti gli studenti della ToscanaIl bando può essere consultato e scaricato dall’apposita sezione del sito.

La Giuria del Premio «Firenze per Mario Luzi» 2017 è composta da Marco Marchi (presidente), Elisabetta Biondi della SdrisciaElena GoriNicoletta Mainardi, Gloria ManghettiMarco Menicacci e Giacomo Trinci.

La premiazione si svolgerà martedì 28 febbraio 2017.

Marco Marchi
Presidente del Premio «Firenze per Mario Luzi»

 

Luzi e Dante

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di Marco Marchi

«Tutto Dante – ha affermato con icastica efficacia Mario Luzi – è un dramma che cerca di ricomporsi in una suprema catarsi e in una raggiunta armonia». In questa prodigiosa, irresistibile attrazione, in questa coltivata e partecipata tensione è dato intravedere al lettore di Luzi che sia a conoscenza dell’intera sua opera poetica quella luce ritrovata, quel sorriso colto con Dante come un inprinting dell’esistente: un inprinting rintracciato e celebrato, grazie alla poesia, oltre l’oscuro affliggente, da selva dello smarrimento che nel Novecento e nell’incipiente Duemila si è fatto e si fa sgomento, da selva della «mortalità» e della Storia: oltre l’inferno stesso, e oltre le brucianti incarnazioni visibili dell’assurdo dei lager e delle residue speranze di umana sopravvivenza lì coltivabili, espresse proprio attraverso il ricordo a Dante in Se questo è un uomo di Primo Levi.

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Il fiume, la vita

Luzi Tarasco 2014di Elena Gori

ATTENZIONE
Leggi “Dopo la curva” in Testi!

I versi di Dopo la curva fanno parte della raccolta di Mario Luzi Sotto specie umana, edita da Garzanti nel 1999. Protagonista indiscusso di questa lirica è il fiume, uno dei temi-cardine dell’intera opera del poeta fiorentino; basti pensare ad un titolo semanticamente evocativo come La barca, riferibile alla fase giovanile, o ai tanti corsi d’acqua che solcano le pagine luziane lasciandovi un’impronta incancellabile. In questa vasta casistica, il fiume diviene – è il caso dell’Arno – il “muto testimone o il protagonista di vicende legate a un territorio” (Marchi), o – come il più esotico Tigri – lo spettatore impotente degli scenari di guerra e di violenza nei quali quotidianamente resistono Le donne di Bagdad (vedi a questo proposito l’articolo Immagini di guerra e di vita).

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Luzi e l’inferno della repubblica


di Marco Menicacci

ATTENZIONE
Leggi “Muore ignominiosamente la repubblica” in Testi!

La poesia di Luzi Muore ignominiosamente la repubblica è famosa per almeno due ragioni: intanto perché si tratta di una veemente invettiva civile, quindi di un testo che tocca (e commuove, con la sua inossidabile attualità) tutti noi, cittadini della repubblica in questione. D’altra parte è una poesia che, almeno nella sua portata civile, appare di immediata comprensione e può quindi risultare quasi sorprendente per chi di Luzi conserva l’immagine, imprecisa ma diffusa, del poeta oscuro, difficile, aristocratico, “ermetico”… (chi è interessato a queste tematiche può leggere Buio sangue. Poesie civili di Mario Luzi scelte da Marco Marchi, Brescia, Fondazione Calzari Trebeschi-Edizioni L’Obliquo, 2008).

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Luzi e la storia

di Marco Marchi

ATTENZIONE
Leggi la poesia “11 settembre” nei Testi!

Da sempre la poesia di Mario Luzi ha saputo coniugare visibile ed invisibile, «terrestre» e «celeste»: versi, i suoi, che riproducono in fogge mirabili – trascoloranti dal dolore alla letizia, dalle interrogazioni tragicamente dubitanti alla certezza – una dizione incircoscritta del mondo, dell’esistente.

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Il ragazzo di Recanati. Luzi e Leopardi

leopardi-1di Nicoletta Mainardi

Ci voleva un poeta di prima grandezza come Mario Luzi per restituire a Giacomo Leopardi dal fondo del suo radicale pessimismo, storico ed esistenziale, un ritratto intimo commosso e partecipe che è quasi un autoritratto. Accanto al poeta scelto come esempio impareggiabile di stile e al filosofo di sconcertante lucidità intellettuale che s’interroga a nome di tutti sulla natura umana e sulle ragioni dell’infelicità, Luzi ritrova intatto nell’autore di A Silvia il cuore antico e perenne del “ragazzo di Recanati” innamorato del pensiero della vita al suo primo gioioso rivelarsi e al suo altrettanto precoce, profetico negarsi.

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Luzi e i classici latini

Mario Luzidi Elisabetta Biondi della Sdriscia

Quando si laureò in Letteratura francese, nel 1936, con una tesi di laurea su Mauriac, Mario Luzi aveva già pubblicato La barca, il suo primo libro di poesie. Il poeta di Castello, però, aveva cominciato a frequentare la Facoltà di Lettere di Firenze con la mente rivolta alla filologia classica, allievo del grande filologo Giorgio Pasquali: solo in un secondo momento, e non senza essere passato attraverso i fascini di un’attrazione filosofica (vedi a questo proposito il post Luzi, poeta filosofo),  i suoi interessi si precisarono nella direzione che tutti conosciamo. Una solida formazione classica, dunque, quella di Luzi, con studi di latino e di greco, e una grande passione per la letteratura latina.

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Poesia e terrorismo. Per Aldo Moro

Mario Luzidi Giacomo Trinci 

ATTENZIONE
Leggi “Acciambellato in quella sconcia stiva” in Testi!

Acciambellato in quella sconcia stiva è una poesia compresa nella raccolta Per il battesimo dei nostri frammenti, uscita nel 1985. Il mistero della realtà storica, col suo nocciolo di duro reale, si era aperta in modo vivido nelle raccolte degli anni sessanta e settanta e aveva creato quella meravigliosa stagione della maturità poetica di Mario Luzi in cui si assiste al presentarsi di un’acutizzata sensibilità verso il dramma collettivo dell’essere al mondo e al conseguente configurarsi di quell’incontro folgorante, infuocato, tra verticalità del processo mentale e orizzontalità del nuovo paesaggio umano e naturale, che veniva, adesso, in primo piano.

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Le rondini di Mario Luzi

Mario Luzi di Daniela Del Monaco

ATTENZIONE
Leggi “Essere rondine” in Testi!

Sarà capitato a molti di soffermarsi a guardare il volteggiare di uno stormo di rondini nel cielo mentre siamo affacciati alla finestra o durante una passeggiata. Sicuramente è successo a Mario Luzi che ha scritto proprio una poesia sulle rondini – Essere rondine, poi confluita nella raccolta del 1985 Per il battesimo dei nostri frammenti –, tra le più belle che abbia mai composto.

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Mario Luzi

Sulle orme di Mario Luzi. Una festa della poesia

di Marco Marchi

Una fitta schiera di studenti toscani ancora una volta pronti a testimoniare gioiosamente della necessità e della bellezza della poesia con versi che loro stessi hanno immaginato e scritto.

Con il premio giovanile «Firenze per Mario Luz» la poesia è tornata per la quinta volta a farsi espressione, stupore, riflessione, scoperta del mondo, bisogno di comunicare agli altri quella scoperta che è un misto di sensazioni e pensieri, immagini e musica. Le parole della poesia, con i loro suoni e i loro inediti significati, si ripropongono grazie ai nostri ragazzi come una straordinaria risorsa umana ai cui richiami accondiscendere per sentirsi più liberi, più responsabili e felici. E alla fine, quando un testo è nato, è la medesima festa musicale, a base di note e accordi, che Luzi stesso in una lirica di Sotto specie umana ha mirabilmente colto.

Dice la poesia di Luzi, nel fissare quel piccolo miracolo che puntualmente, scrivendo versi ma anche leggendoli, si ripete: «So da sempre che vieni / pure non ti prevedo / mai, m’arrivi, tu, nota, / di sorpresa – e che improvviso / festosamente si rinnova! / Nota, / al mio primo tocco sfidi / il rosario delle altre, / m’inalzi e mi frantumi / una cupola di sonorità nel cuore, / mi crosci in un diluvio / che non cala, monta / in alto, vaga / oltre i confini / del desiderio e del dolore».

E dicono adesso, tra scrittura e felicità raggiunta, come un’esperienza d’amore che allarga i confini dell’universo e lo illumina, i versi di uno di questi eccellenti poeti giovanissimi: «Penso alla tua carezza gentile / che mi fa fantasticare e correre / felice. / Splendenti, sorridono i sussurri pensati».

Marco Marchi
Presidente del Premio «Firenze per Mario Luzi»

POESIE PREMIATE

1° premio
Ombre cinesi
di Rebecca Moretti (Carrara, Massa – Liceo classico Repetti)

Accecati dai tramonti
sui finestrini sporchi,
mentre l’aria condizionata
ci asciugava gli occhi
come nebbia nelle metropolitane,
quando le stelle si vedono bene
brillano come le luci segnaletiche.
Sarà per colpa delle salviette umide
che dopo averti lavato il trucco
conserveremo nel comodino
accanto ai calzini bucati.
Sarà per colpa dei letti troppo stretti
che ci costringono a dormire abbracciati
sui loro cuscini svalutati,
sui nostri incubi in declino.
Sarà per colpa di quella sera
quando abbiamo giocato
a raccontarci una vita
mai vissuta
sotto un cielo grigio
come il fumo delle fabbriche
della zona industriale,
che dopo un’ora c’eravamo accorti
essere il soffitto d’amianto
di un capannone instabile.
Gli autobus sparavano missili
carri armati gialli,
sottomarini nelle strade provinciali
inondate per colpa dei tuoi sguardi tristi
perché le vene erano troppe
per essere colorate
con secchi di vernice,
perché cancellavano con la pece
le scritte sui muri
per non farci far
le ombre cinesi,
perché l’unica musica
che riuscivamo a sentire era quella
del martello pneumatico,
ma continueranno a produrre tegole
solo per vederle cadere
come stelle,
per tornare ad esprimere
desideri di plastica,
per non confonderle con gli aerei,
con le bombe.
Voglio mettere le mie mani nelle tasche
dei tuoi jeans strappati,
come i nostri discorsi troppo seri.

Sui sedili scomodi
dei tuoi treni mattinieri,
quante albe ci perderemo
nelle gallerie.

2° premio ex aequo
Ricordo d’estate. A mio fratello Giacomo
di Gabriele Dipaolantonio (Volterra, Pisa – Liceo classico Carducci)

Ti ricordi
quel giorno d’estate
che una pioggerellina sottile
dalla nostra continua scorribanda
ci costrinse alla ritirata?
E mentre vedevi il tuo forte
combattere abbandonato
contro il mare nemico,
ci sembrava
avvolti nei mille asciugamani
star rintanati in quel lembo di spiaggia
il più bello dei giochi.
Così i tuoi occhi
facevano capolino
come a cercarci
ridenti, da bambino.
Ed io ti abbracciavo,
e quello bastava.

2° premio ex aequo
L’amore
di Sofia Tavella (San Gimignano, Siena – Istituto comprensivo Folgore da San Gimignano, Scuola media)

Penso alla tua carezza gentile
che mi fa fantasticare e correre
felice.

Splendenti, sorridono i sussurri pensati

3° premio ex aequo
Aylan
di Andrea Celeste Senzanonno (Semproniano, Grosseto – Scuola media di Semproniano)

In fuga
dalla guerra
da tanto dolore.
Aylan.
Speranza
silenzio e grida
mano nelle mani:
emozione lacrime e rabbia.
Aylan
legato ad un gommone,
nel mare di nessuno.
Tanto freddo
orrore e paura
l’onda stacca la mano,
la vita
non ha più rumore.
Aylan,
il futuro?
è la morte;
in fondo al mare
dorme I’ipocrisia.

3° premio ex aequo
Ferma immobile nell’universo
di Rita Sole (Firenze – Scuola militare aeronautica Douhet)

Ferma immobile nell’universo
dei tuoi occhi
trasparenti intoccabili e io
quasi senza
respiro piano trasportata dall’onde
violente e
annego fra le lacrime amare
che scorrono
sul mio viso.

SEGNALAZIONI

L’albero e le foglie di Samuele Adduci (Terricciola, Pisa – Scuola media di Terricciola)
Punta Righini di Livio Amerighi (Firenze – Istituto comprensivo Le Cure, Scuola media Calvino)
27 gennaio di Amanda Baroncelli (Firenze – Liceo Machiavelli)
Poesia senza titolo di Angela Brunetti (Volterra, Pisa – Liceo classico Carducci)
Una mano sopra l’altra di Francesco Di Renzo (Firenze – Scuola media Masaccio)
A te che non passi di Isabel Esposito (Cortona, Arezzo – Liceo classico Signorelli)
Primo incontro di Sandro Giobbi (Terricciola, Pisa – Scuola media di Terricciola)
La storia infinita del calcio di Andrea Iversa (Cortona, Arezzo – Liceo classico Signorelli)
Adolescenza di Gaja Pietraszewski (Firenze – Scuola media Calvino)
Il vero amore di Chiara Ricceri (San Gimignano, Siena – Istituto comprensivo Folgore da San Gimignano, Scuola media)
La voce di Linda Salvador (Livorno – Liceo scientifico Cecioni)
Parigi in realtà i popoli ti schivano di Matteo Ziboli (Lucca – ITI Ferrari)

La Giuria del Premio «Firenze per Mario Luzi» è composta da Marco
Marchi
 (presidente), Elisabetta Biondi della SdrisciaElena GoriGloria ManghettiMarco Menicacci e Giacomo Trinci.

ATTENZIONE
Vedi “La Nazione” e la foto gallery della premiazione!